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I giovani studenti dell’Irpinia al cinema. Cinque le Scuole coinvolte nel progetto di I.see CineLab

I giovani studenti dell’Irpinia al cinema. Cinque le Scuole coinvolte nel progetto di I.see CineLab

La reinterpretazione in chiave moderna del mito della caverna di Platone, diventata quella stessa caverna la nuova realtà virtuale e della comunicazione digitale. Un progetto che partendo dal cinema ha esplorato l’immaginario degli studenti. Questo è stato I.SEE – I.NTENTIONAL S.CREEN E.DUCATIONAL E.NVIRONMENT” (Ambienti di Educazione Attivi/Internazionali alle Culture Visive dello Schermo) un progetto finanziato dal MIUR – MIBAC – MONITOR 440 AZIONE 3 – CINEMA SCUOLA LAB – CINEMA PER LA SCUOLA.

Il progetto ha visto la partecipazione di cinque Scuole irpine. Una rete di Scuole e di ragazzi che hanno lavorato con gli esperti (Antonio Cataruozzolo, Carlo Fumo, Michele Infante e Michele Salvezza) nei diversi comuni dell’Irpinia sia sull’educazione ai media, sia nella realizzazione di cortometraggi. La scuola capofila è stata l’I.I.S.S. “L. Vanvitelli” di Lioni mentre le altre scuole partecipanti sono state l’I.I.S.S. di Grottaminarda, l’Istituto Comprensivo Statale di Volturara, l’Istituto Comprensivo di Chiusano e, sull’altro versante dell’appennino, l’Istituto Comprensivo di Serino.

L’azione didattica ha cercato di decostruire un mondo ipnotico di video-clip e canzoni stereotipate, di immagini di calcio, di informazione spesso falsa o semplicemente di intrattenimento.

Come nella caverna di Platone, le “ombre” sono oggi proiettate negli schermi dei nuovi device digitali, dal pc allo smartphone. Il progetto ha trasmesso agli studenti la capacità di decostruire gli immaginari degli schermi dei media digitali, immaginario su cui spesso si plasma lo sviluppo della coscienza individuale e collettiva dei ragazzi stessi. Si è lavorato alla distinzione tra realtà e finzione mediale, e commercializzazione dei prodotti audiovisivi.

Gli studenti hanno lavorato sul concetto stesso di identità e sulla sua costruzione tramite immagini, destrutturando la propria immagine virtuale ed analizzando foto ed immagini caricate sui social. Si è lavorato in modo cross-mediale per comprendere il linguaggio dell’audiovisivo; si è analizzato cosa questo trasmette, per poi passare ai video ed alle storie da loro prodotte. I laboratori didattici hanno insegnato il concetto diframing ed il concetto dell’agenda setting oggi necessari per un’alfabetizzazione digitale. Bisogna educare i ragazzi a contrastare la diffusione della “distrazione” comunicativa, inquadrandoli nel frame di una visione guidata e consapevole, sottraendoli alla visione randomica e multimediale.

Ogni scuola ha prodotto un video, o più di un video, o un video-clip. Ognuno video è stato girato, interpretato ed in alcuni casi montato dai ragazzi stessi. Il progetto si è avvalso della referenza scientifica del prof. Michele Infante dell’Università degli Studi di Napoli, Suor Orsola Benincasa, e del coordinamento didattico della prof.ssa Valeria Marcucci, e ha visto coinvolti anche esperti di cinema nazionali ed internazionali, e la rivista universitaria di cinema www.rivistaorigine.it.

L’evento conclusivo si è svolto presso il Multisala Cinema Nuovo di Lioni, dove tutte le scuole partecipanti si sono incontrate per assistere alla proiezione dei video prodotti, e hanno assistito all’anteprima di un film inedito sul bullismo nelle scuole. Il film è stato presentato in sala dallo stesso regista e dai due giovani attori che ne sono stati protagonisti. Al film è seguito anche un dibattito con gli studenti, i docenti e gli esperti dei laboratori di cinema.

Durante la cerimonia conclusiva è stata consegnata una targa di partecipazione ad ogni scuola, e si sono tenuti dei laboratori di dibattito sui contenuti audiovisivi proposti. Entusiasti del progetto le dirigenti delle Scuole partner prof.sse Catia Capasso, Antonella De Donno, Emilia Di Blasi e Angela Paletta e il dirigente scolastico, prof. Sabato Centrella, dell’Istituto capofila che ha commentato: “I ragazzi, con questo percorso, hanno svolto il ruolo di autori, poi sono divenuti attori, registi, operatori di ripresa, sono stati gli assoluti protagonisti, davanti e dietro la macchina da presa. Il cinema è un canale importante per aiutare i ragazzi a rivolgere il proprio sguardo critico verso l’universo omologante della società”.

Tutti i video ed i materiali informativi dell’evento sono stati poi raccolti nella piattaforma digitale del progetto sulla rivista internazionale di cinema Origine.

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